Libangan - Ako Ay Filipino

17
Tue, Oct

Sinoman patriyotiko at makabayang pilipino ay naghahangad ng tunay na kalayaan. Kalayaang nakabatay sa mga tala ng kasaysayan at tunay na pangyayari. Di simpleng sentimyento at hiwalay sa mga islogan na nagliligaw sa isip at katotohanan.

"Ako ay Pilipino" - Io sono Filippino. Che significa essere filippino? Ovviamente non posso saperlo, io sono solo un osservatore esterno, ho scelto di guardare il mondo e provare a raccontarlo.
 
Però è una domanda interessante, che vale per ognuno di noi, per ogni essere umano e migrante, anche perché l'essere umano stesso è comunque sempre un migrante, anche qualora rimanesse nella sua stanza tutta la vita. 
 
Ho trovato stimolante un articolo scritto dalla moglie dell'Ambasciatore delle Filippine a Roma, a cui era stato chiesto di interrogarsi sul senso di "Essere filippino". Perché ovviamente, c'è il guardarsi e l'essere visto; e nel caso della comunità migranti, c'è l'essere visti dai proprio connazionali e dagli altri stranieri, in questo caso noi: come i filippini sono visti da noi.
 
Julie Otsuka, nel suo libro "Venivamo tutte per mare", racconta - attraverso un io corale - l'arrivo delle giovani spose giapponesi in America nei primi del Novecento. Il loro impatto con una realtà diversa, i mariti differenti dalle foto, come loro vedevano gli americani e come erano loro viste dagli stranieri. Ma sopratutto il rapporto che si instaura con i datori di lavoro, l'essere - nella loro forza - comunque dipendenti da queste giovani giapponesi di villaggio; e il dolore di vedere i figli crescere in suolo straniero, dimenticando le parole e la cultura della terra d'origine, fino a provare vergogna delle proprie madri contadine. E' interessante leggere come i punti di vista degli osservatori cambino, come si descrivano a vicenda, e questo accade ogni giorno anche nelle nostre vite.
 
Perché alla fine noi tutti abitiamo lo spazio ristretto dei nostri corpi, con i due occhi che ci osservano allo specchio, parte fondamentale dello sviluppo cognitivo di ogni bambino. Ma questo corpo diventa poi il nostro nucleo famigliare, la nostra casa, la via, la nostra città, la nostra nazione, il nostro continente fino ad arrivare al mondo intero, con tutti gli occhi che esso comporta su di noi.
 
Io ho scelto la fotografia come mezzo per direzionare questi occhi su di noi, per dare una direzione di visione e lettura delle comunità, e quindi la domanda che si pone all'inizio diventa imprescindibile: "Che significa essere filippino?" - Io me lo chiedo continuamente, da quando ho iniziato a vivere con loro e seguire i loro eventi.
 
Questo vale anche per l'Indonesia: "Io sono indonesiano" - Posso dirlo, lo sento.
 
La moglie dell'Ambasciatore scrive, appunto, che i non-filippini li definiscono per le loro innate caratteristiche di popolo sorridente e di grandi lavoratori. Ma questo diventa anche un limite, perché ci si accontenta di questa visione, poiché garantisce uno stipendio ed un tetto sulla testa, impedendo qualsiasi spinta propulsiva verso nuove vie di crescita.  
 
Inoltre Mrs. Reyes sottolinea un altro aspetto importante, quello di non limitare una cultura migrante all'aspetto esteriore, il cibo, le danze, i costumi. Quelle che io chiamo le fotografie della domenica, perché sono attimi carpiti troppo facilmente, senza un reale spessore di approfondimento, perché tutto è già dato in superficie.
 
Ma si può raccontare qualcosa che non si è? Posso io dirmi filippino o indonesiano senza esserlo?
E' veramente un errore epistemologico?
 
Quello che io chiedo, da tempo agli aspiranti fotografi è di iniziare a provare, a raccontarsi da soli, a mostrare con le immagini quello che loro sono, a direzionare gli occhi del mondo secondo la loro volontà, perché la loro risposta all'essere filippino è ovviamente diversa dalla mia. Io posso solo provare con tutte le forze a calarmi nelle loro esistenze, come se una corda mi portasse nelle profondità del pozzo di una comunità migrante, e il mio compito fosse di illuminare con la fotografia ogni momento della buia discesa.
 
So già che raggiungere il fondo è impossibile, ma questo vale anche per noi stessi, chi può mai dire di aver raggiunto il fondo del proprio pozzo esistenziale, chi può dire che cosa significhi essere Stefano, o italiano, o europeo? E sinceramente la domanda sul senso della mia nazionalità non mi interessa, mentre mi stimola molto di più sapere cosa significhi essere altro da me, e come le altre comunità rispondano a questo interrogativo, perché poi in questa domanda c'è la sfida contemporanea della contaminazione: l'incastro tra le risposte multiple della comunità stessa e di quella ospitante, per non dimenticare tutte le altre comunità migranti che vivono al nostro fianco e sono altri occhi puntati su di noi.

 
Io credo che sia giunto il momento di ascoltare queste risposte, e spero che la fotografia migrante inizi a raccontarsi sempre di più. Nell'attesa, io continuo a calarmi nel pozzo, piano piano, e a mandarvi fotografie in superficie dal fondo del ventre umano, che un filosofo chiamava la carne del mondo. (Stefano Romano)
 

In seguito alla diffusione sul social network della trasmissione di Paolo Bonolis che fa “il filippino”, ecco una dichiarazione di una studentessa filippina.

"Mi chiamo Loren. Sono una ragazza Filippina, nata a Libia e cresciuta a Firenze. Vorrei condividere il mio ribrezzo verso l'orrenda imitazione di Paolo Bonolis sul programma "Avanti un Altro" del "tipico filippino". Lo so che non dovrei essere così permalosa, è "solo" un imitazione, si fa per ridere. Ma a me sembra che qui stiamo generalizzando un pò troppo. Io sto terminando i miei studi universitari in Lingue. Mia madre è infermiera. Mio padre è un architetto. Un mio amico si è laureato recentemente a Firenze con la lode. Il ragazzo filippino della mia cugina è ingegnere.
Milioni di filippini qui in Italia sono laureati, ma vuoi per ragioni economiche, vuoi per raggiungere sogni ed illusioni, hanno deciso di fare altri lavori. 
 
In caso gli altri non lo sapessero, non siamo solo "filippini", siamo molto di più. Siamo persone piene di sfumature, ci piace mangiare, stare insieme, ci piace ridere, sorridere. Abbiamo una cultura vasta, lunga, profonda, antica. Abbiamo conservato grandi valori oramai rari come il rispetto per la famiglia, per la persona più anziana, il valore del duro lavoro, della lealtà ed onestà.

 

Matapos ang naging kontrobersyal na pagbibitiw ng dating si Pope benedict XVI o sa ngayo'y Pope Emeritus, ay naging maingay maging sa Filipino community sa Italya ang pagiging 'papabile' ni Cardinal Tagle. Bukod pa sa mga maiinit na isyu na kinaharap ng Simbahang Katolika na tila ang pinaghandaan ng College of Cardinals ay ang muling paglilikha ng Simbahan sa halip na ang paghalal sa panibangong Santo Padre. 
 
Narito ang ilan sa mga opinyon ng mga pangkaraniwang mamamayan at mga mananampalataya sa Roma: 
 
Perlie Roxas
- As we all know the Pope lately had been sickly and weakening and having difficulty with his movements and making out his speech. He's also been advised by his doctor to stop doing transoceanic trips cause it's detrimental to his current health. And I guess what trigger more of his weakening were the numerous priestly molestation scandals and other discouraging matters that arise lately that damages the image of the Catholic church. 
He once said that, "One can resign, the Pope, at a peaceful moment or when one simply cannot go on. But one must not run away and say someone else should do it." And in my opinion in his current health it's just wise of him to do so. Not because he is evading from the situation it's that he knew well enough that he'll be more of a burden rather than be of help.
If Archbishop Chito Tagle will be chosen to relieved the post that would be very welcoming and great pride to all the Filipino Catholic communities. It will make the Philippines known once again all over the world. And it would make him the first ever Asian Pope if ever.
 
Allan Gonzalez
- Ang comment ko lang ay Pilipino man o hindi ang magiging bagong Pope, magampanan lang sana nila ang pagiging "capo" ng simbahang Katoliko.
 
Bushe dela Cuesta
- Well nakaka-shock talaga yung balita na pati si Pope pwede pala magresign, but on the other side "noble act" ang kanyang ginawa, why? From the highest position, he's willing to give it up and pass it to other who is now more capable of becoming a Pope. And di ba may health issues pa. 
At as for Cardinal Tagle, wow! Nakakatuwa ung balita in a sense na Pinoy tayo, tapos malaki yung chance na Pinoy ang susunod na Pope. 
 
Tetet Enriquez
- Ang totoo maraming problema daw sa Vaticano ngayon kaya nag resign si Pope. But if si Tagle ang susunod na magiging Pope, deserving naman siya kasi matalino at siyempre karangalan na naman ng Pinoy ito kung sakali.
 
Noly Velasco
- Shocking syempre....physically siguro talagang di na nya kaya after all the problems na nangyari sa Vaticano.
 
Emel Gonzales 
- Masasabi ko lang hindi lahat ng tao perpekto kaya normal lang na mag resign sya. Ang mahalaga may bagong Papang mag tutuloy na sinimulan ni Pope Benedict hindi man si Tagle or iba pa ang mahalaga mas nararapat yon ang pinaka the best.
 
Rosella Mancilla
- About the pope... He is having hard times latetly but he's intelligent and unselfish enough to publicly confess his tiredness. Sa tingin ko nag-try pa sya manatili sa puwesto nya, but after a year hinde pa rin nya nakayanan and he left, and I admire him for that!
 
Mario Erbon
- Para sa kin lang ha, okay tao lang tayo pero si Papa ay parang Santo Papa, di ba? Si Kristo nung pinahirapan hanggang sa mamatay di sya sumuko. Si Pope John Paul kahit may sakit di din sya sumuko hanggang mamatay. So para sa akin mali ang pagreresign ni Papa.
 
Kean Aquino
- Para skin kaya lang naging favorite si Cardinal Tagle kasi sya ang youngest candidate. Kaya nag-resign si Pope kasi sobra dami na eskandalo. Madami na ang pari na pedophile tapos, madaming countries na ngayun ang sang-ayon sa gay marriage which is contra sa layunin ng Katoliko.
 
(ni: Jacke De Vega)
 

Isang panayam ang ginawa ng Ako Ay Pilipino sa butihing maybahay ni Kagalang-galang Ambassador Virgilio Reyes ukol sa ating pahayagan. Ang kanyang kasagutan ay nag-iwan ng isang hamon sa bawat Pilipino sa Italya: Ako ay isang Pilipino: Nasaan ako ngayon, Pasaan ako bukas

Have you read Ako ay Pilipino.  
What do you think of the magazine?  
What are your observations of the Filipinos in Italy?
 
Yes, I get a copy of Ako ay Pilipino and am proud that such a newspaper is available as a special section of an Italian media conglomerate. 
I am intrigued by the name – Ako ay Pilipino – it poses challenging questions.  What does it mean to be a Pilipino, what constitutes Pilipino pride?  There is, of course, no right or correct answer because being Pilipino outside the home country is an emerging phenomenon seeking to be defined.  
 
2014 is my third and last year in Rome, and these are my observations on how the Pilipino is defined in Italy:  
At the outset we set ourselves apart from other migrant nationalities in Italy, by defining the Pilipino through our cuisine, costumes, dances, etc. – visible aspects of our culture that can be easily shared.  However thirty years since arriving to the country, we are still sharing the same aspects of our culture, as if we are stuck in time, simply looking back to what we left back home – we do not project a forward look of our culture.

Hangaring ibalik ang magandang tradisyon ng oracion, o ang panalangin sa tuwing sasapit ang ika-anim ng gabi sa pamamagitan ng iisa at nagkakaisang Ugnayang-Panalangin, isang pananampalataya sa harap ng pwersa ng Tsina.

Rome, Agosto  13, 2013  – Labis na nakakabahala ang pag-ukopa ng Tsina sa 18 isla sa Kalayaan Islands at ang target nitong makuha ang Ayungin Reef kung saan makikita ang napakalaking oil deposit. Bukod sa Tsina, ilang karatig-bansa din ang nagpapahayag ng pag-aari sa mga teritoryong ito na tinatayang sa pusod nito ay may masaganang deposito ng mineral, tulad ng petrolyo at natural gas. Hindi lamang ang yaman ng kalikasang nasa pusod ng karagatang ito ang nakataya. Gayun din ang soberanya ng Pilipinas. Ang pag-ukopa sa mga isla ay isang maliwanag na imbasyon ng ating bansa.

Kilala ang Cardinal sa kanyang pagiging malapit sa mga mahihirap at nangangailangan. May taglay siyang karisma at galing sa pananalita. Isa siya sa mga tumutuligsa laban sa aborsyon at kontrasepsyon.

Una kong narinig ang kanyang homiliya noong ipagdiwang ng mga Pilipino dito sa Roma ang Family Day sa Our Lady of Fatima, Oct0ber 14, 2012. Napangiti ako sa kanyang mga biro, napatawa sa kanyang mga kwento, napahanga sa angking galing sa pananalita at napaluha sa kanyang emosyonadong pag-alala tungkol sa awiting “Papuri sa Diyos” na isinulat ni P. Eduardo Hontiveros, SJ at ibinigay sa kanya upang ituro sa isang Koro ilang taon na ang nakalilipas at hanggang sa ngayon ay patuloy paring inaawit sa mga Misang Pilipino ng Simbahang Katoliko saan mang sulok ng mundo.

More Articles...

Page 1 of 3